La normativa fiscale specchio di una società malata

Quando il Centro Destra tornerà al governo, avrà un’agenda densa di argomenti scottanti e che segnano una profonda differenza con la sinistra.
Tra questi il tema fiscale sarà centrale e non solo per l’abolizione delle aliquote e delle varie forme di tassazione per sostituire tutto con una flat tax agile e che tenda a ridursi progressivamente, ma anche per la cancellazione di tutte quelle normative fiscali che danno da mangiare a commercialisti, avvocati, caf e patronati, ma fanno impazzire, impedendo loro per la mancanza di chiarezza di rendere le dichiarazioni in autonomia, i cittadini.
Ogni mattina leggo vari quotidiani, e tra questi il Sole 24 Ore, uno dei peggiori quotidiani in circolazione, che ha un solo grande pregio: è l’unico che riporta anche la minima flatulenza legislativa o fiscale.
La parte di mio interesse è, ovviamente, quella legale, ma avendo il quotidiano intero ed essendo coinvolto (come tutti) nella dichiarazione dei redditi o nelle normative per la sicurezza nelle case, nei condomini etc., leggo almeno i titoli anche del resto (stendiamo un velo pietoso sulla parte politica sia interna che internazionale).
Ogni mattina penso sempre che due o quattro pagine dedicate alle normative fiscale, alle interpretazioni delle leggi, alle circolari dell’agenzia delle entrate piuttosto che di Equitalia, rappresentino lo specchio di una società malata, profondamente malata.
Mi domando come possa, un cittadino, non pensare ad evadere (se non altro pagando in contanti un artigiano) davanti a tutti quegli adempimenti che vengono richiesti e ci vengono richiesti perchè qualche nullafacente eletto (da noi !) in parlamento, per giustificare la sua esistenza ha pensato di introdurre qualche norma.
Se poi si aggiungono 750 individui che a Strasburgo percepiscono un lauto stipendio per far parte di un parlamento senza potere se non di infastidire con le proprie normative i cittadini, allora si capisce perchè ogni giorno il Sole ci ammannisce due o quattro pagine sul fisco (quando non pubblica opuscoli “esplicativi”).
Ecco.
Quando il Centro Destra tornerà al governo la madre di tutte le riforme fiscali sarà l’abolizione di tutte le normative, i conteggi astrusi, le percentuali sulle quali calcolare altre percentuali.
Introducendo quindi un sistema semplice, che tutti possano autonomamente applicare, senza dover calcolare deduzioni e detrazioni, sottraendo la franchigia e moltiplicandole per altri fattori.
Quella riforma, da sola, varrebbe una legislatura di successo.
#NonfacciamociDelMale

Trump indica la via

Il Presidente Trump continua nella sua sacrosanta battaglia contro l’immigrazione.
La solita stampa asservita alle consorterie affaristico finanziarie che sfruttano l’immigrazione per ridurre le remunerazioni dei cittadini, hanno svelato, costringendo Trump ad una (spero momentanea) ritirata, il piano per l’utilizzo della Guardia Nazionale per cacciare i clandestini.
Ma cos’è la Guardia Nazionale ?
È una milizia popolare organizzata.
Non sono le Forze Armate e neppure la Polizia, sono normalissimi cittadini pronti a difendere i Valori della Patria contro ogni tentativo di sovvertirli.
Chiamarla contro i clandestini se la Polizia non riesce o non vuole o non ha le disposizioni per fronteggiare l’invasione, mi sembra cosa buona e giusta.
In Italia, purtroppo, non c’è la Guardia Nazionale, ma la Sovranità appartiene comunque al Popolo e se le istituzioni dello stato non danno alle Forze Armate e alla Polizia le disposizioni per difendere i confini della Patria , la vita e la proprietà degli Italiani, allora il Popolo può legittimamente promuoverne la legittima difesa.
Come già accade quando, davanti all’arroganza dei prefetti che vorrebbero imporre la presenza di clandestini ospitati e mantenuti, le popolazioni dei borghi più piccoli e coesi insorgono, spesso con successo.
È il sintomo che sono le istituzioni dello stato a non essere in sintonia con il Popolo e che si attende solo un movimento che rappresenti la via italiana al trumpismo.
Un movimento che può trovare forza solo dalla federazione dei partiti e movimenti,Divisi non contano nulla o poco.
Uniti, anche solo in una federazione, potranno costituire quel nucleo dal quale far partire la rinascita del Nazionalismo Italiano.

Boldrini, Lady Censura

Leggo che la Boldrini avrebbe scritto al padrone di Facebook perchè provveda a chiudere le pagine nella quali si esporrebbero idee ed opinioni che alla Boldrini stessa non piacciono e che lei le farebbe rientrare nelle espressioni di “odio”, politico e contro le donne (probabilmente si è risentita, permalosa com’è, per qualche sberleffo ai suoi danni).
Non dubito che una come la signora Boldrini che non ha mai perso occasione per fare politica contro l’Italia, contro l’Occidente ed a favore di un globalismo internazionalizzato dove il lavaggio del cervello si fonda sulla repressione delle idee ed opinioni non conformi, vorrebbe censurare tutto quel che non le aggrada.
Spiace vedere che ci sono organi di stampa e partiti politici che ne accreditano persino il ruolo “istituzionale” e pensano a lei come futuro presidente del consiglio.
Ma la Boldrini non è che una di un esercito di femmine che sarebbe meglio perdere che avere intorno.
La Merkel, ad esempio, dopo aver promesso di premiare i due Poliziotti Italiani che hanno abbattuto il terrorista di Berlino, adesso ha fatto marcia indietro perchè i due Eroi sarebbero di Destra, avrebbero immagini del Duce sul loro sito, si sarebbero fatti riprendere mentre facevano il Saluto Romano e avrebbero espresso la loro libera opinione contraria agli immigrati.
Beh, se così è, che la Merkel e i tedeschi si godano l’Isis, noi ci teniamo e onoriamo chi l’Isis lo combatte sul serio.
Se, poi, andiamo sul frivolo, leggiamo delle acide parole che tali Paola Ferrari e Caterina Balivo hanno avuto verso la bellissima Diletta Leotta e lo squallore che ha raggiunto Asia Argento nel commento alla foto carpita a Giorgia Meloni al ristorante.
Allora mi viene da pensare che, forse, si stava meglio quando il Mondo e la Politica erano declinati esclusivamente al maschile.

P.S.: mi dispiace che lo spunto per questo commento mi sia stato offerto per il 14 febbraio e non per l’8 marzo …

Invece di stringere nel pubblico penalizzano il privato

Con un acume che rasenta il premio Nobel (di quelli concessi ad Arafat, Fo od Obama, ovviamente …) il presidente dell’Inps Boeri, dopo aver fatto pubblicare le statistiche dove si rileva come i dipendenti pubblici siano più cagionevoli di salute (e di molto !) dei dipendenti privati, ammalandosi maggiormente al lunedì, oltre ad utilizzare quattro volte di più le giornate ex legge 104/92, trova la soluzione nell’equiparare le ore di reperibilità tra pubblico e privato.
Sette per tutti.
Una soluzione intelligente, se attualmente il privato avesse una reperibilità a sette ore e il pubblico, minore, ma del cui senso si deve dubitare visto che già adesso il pubblico ha sette ore di reperibilità, mentre il privato quattro.
In sostanza, si penalizza chi già si ammala di meno e non si toccano i privilegi del pubblico.
La forbice tra le malattie del pubblico e del privato è destinata quindi ad aumentare, nel solco di una tradizione che vede il dipendente pubblico pieno di privilegi (a cominciare dalla inamovibilità) mentre il privato a dover subire.
Eppure ogni logica direbbe il contrario.
I dipendenti privati sono, per lo più, quelli di aziende i cui risultati sono fiori all’occhiello (diversamente sarebbero a spasso previo fallimento dell’azienda stessa), mentre il bilancio dell’azienda stato è fallimentare (dalla scuola alla sanità, alla giustizia, alla pubblica amministrazione) e non fallisce solo perchè dietro ci siamo noi che paghiamo le tasse, ma se dovessero sopravvivere con gli “utili” che portano a casa, come fanno le aziende private, non arriverebbero al panettone … partendo da S. Ambrogio !
Lo statalismo che ritorna (veggasi anche l’inconfessabile voglia di reddito di inclusione o cittadinanza che favorirebbe solo parassiti e lavativi, oltre agli inganni dei clandestini che troverebbero un’altra opportunità per insediarsi a casa nostra, a nostre spese) è un pericolo che non tiene conto di come, proprio per colpa dell’assistenzialismo di stampo cattosocialcomunista, abbiamo accumulato il debito che, oggi, grave sulle nostre spalle e sul futuro nostro e dei nostri figli e nipoti.
Boeri sarà anche un “professore” con il ricciolo accuratamente spettinato da intellettuale, ma le sue proposte sono degne del peggior demagogo statalista, che pensa solo a spremere i contribuenti.