Forza Renzi ? MAI !

Lo temevo.
Il terremoto si sta rivelando una immane tragedia con la perdita di centinaia di vite umane, distruzioni e danni, ma anche perchè aiuta Renzi in un momento di grande difficoltà che avrebbe portato alla sua sconfitta al referendum e alla cacciata da palazzo Chigi.
E Renzi si conferma un gigantesco portatore di sfiga per il prossimo, ma fortunatissimo per se stesso e solo per se stesso .
Il primo segnale di cedimento arriva da Il Giornale di Sallusti che ieri titolava a tutta pagina: “Forza Italiani, Forza Renzi”.
Forza Renzi un corno !
E poi cos’è quel pudico “Forza Italiani” invece del naturale “Forza Italia” ?
E chissenefrega se è il nome di un partito, in queste circostanze è Forza Italia ! sempre, ma MAI Forza Renzi,
Sallusti poi, compresa l’enormità del titolo, ha cercato di mettervi una pezza con il suo editoriale nel quale ha spiegato che se nel 2009 la sinistra remò contro al governo di Berlusconi impegnato con le conseguenze del terremoto de L’Aquila, oggi “noi” dovremmo sostenere Renzi.
Un Renzi che non ha perso occasione di criticare le scelte del Governo Berlusconi di allora di dare e presto una casa agli sfollati ?
No di certo.
Noi Italiani siamo migliori di un tizio catapultato per scelte di regime alla presidenza del consiglio e che da un lato chiama all’unità, dall’altro vorrebbe che tutte le sue pessime leggi passassero senza opposizione prima nel nome della lotta al terrorismo poi della ricostruzione.
Mi riservo il diritto di attaccare Renzi se alzerà di un solo centesimo le tasse o dovesse aumentare il debito pubblico sfruttando la “flessibilità” che inevitabilmente gli sarà concessa, visto che i soldi per la ricostruzione li può, tutti, prendere dagli sperperi per gli immigrati.
Ai quali aggiungere la solidarietà privata di ogni singolo Italiano, ma anche la doverosa solidarietà delle nazioni alleate che, invece di fornirci la corda per impiccarci, autorizzandoci ad aumentare il debito e la spesa pubblica pubblica, dovrebbero inviarci prefabbricati, vestiti, viveri ed organizzare la ricostruzioni ognuno in piccole parti del territorio colpito dal terremoto.
Abbiamo milioni di dipendenti pubblici: metteteli all’opera !
Non esiste che si puntelli un governo in crisi per far fronte comune, a meno che Renzi non rinunci hic et nunc alla sua presunta riforma costituzionale e alla legge elettorale.
Solo davanti all’azzeramento del pregresso le opposizioni potranno non entrare al governo o in maggioranza, ma collaborare unicamente nella gestione del post terremoto.
E che Il Giornale non ce la meni con la storia dei “moderati”, perchè non possiamo essere “moderati” se Renzi chiama all’unità ma non rinuncia a riforma costituzionale e legge elettorale.

Renzi a caccia dei nostri soldi

Le promesse non mantenute sono nodi che stanno arrivando al pettine man mano che scorre il tempo.
Il bulletto di Rignano contava di far coincidere la sua presidenza con una ripresa mondiale che, trainando anche noi, avrebbe mascherato l’incapacità sua e dei suoi adepti a tonificare lo spirito nazionale con un vero taglio delle tasse, ripresa di produttività e occupazione, riduzione del debito pubblico.
Come a Monti e Letta prima di lui, gli è andata male, tra terrorismo, Brexit ed unione sovietica europea.
Ci si mettono poi l’immigrazione che costa un miliardo all’anno senza alcun ritorno e la magistratura che sembra godere nel bastonare le nostre aziende più produttive e nell’emettere sentenze che comportano esborsi miliardari per lo stato, cioè per tutti noi.
Ultima quella sul contratto per gli statali.
È vero che sono da sei anni senza il rinnovo, ma è anche vero che nei precedenti dieci anni hanno ottenuto aumenti ingiustificati che il settore privato neanche si sogna di chiedere.
Ed è soprattutto vero che una azienda malata come lo stato italiano, se vigesse la normale regola privatistica, non pagherebbe più stipendi perché i libri sarebbero già in tribunale per fallimento.
Ma gli statali sono tre e più milioni.
Con mogli e figli elettori si parla di circa sei milioni di voti, quasi tutti sindacalizzati nella cisl e cgil e quasi tutti elettori della sinistra.
Allora Renzi ha aperto la caccia al tesoro degli Italiani, per sottrarci altre risorse e pagare quegli aumenti che potrebbero significare la differenza tra vincere e perdere il referendum, cioè tra andare in riva all’Arno a risciacquare i suoi panni, o continuare a fare la bella vita a spese di tutti noi.

Dov’è finita la par condicio ?

C’era una volta un signore dal mento e dal naso puntuto e dalla evve moscia che, con il ditino sempre alzato in segno di ammonimento, blaterava ad ogni piè sospinto “pavvv condvicio”, contestando quello che, a suo dire, era il troppo spazio concesso a Berlusconi, contro il quale si scagliavano metà dei telegiornali e quasi tutta la stampa italiana.
Quel signore, ora defunto, si contende con un altro dei “buoni”, Napolitano, la medaglia d’oro quale peggior presidente della repubblica italiana.
Assieme e attorno a lui ruotavano tutta una serie di personaggi ed organizzazioni in cerca di notorietà e, tra tutti, aveva preso spazio il cosiddetto “Osservatorio di Pavia” che, con severa parzialità, denunciava il minutaggio troppo sbilanciato a favore di Berlusconi.
Ma io mi ricordo che in video e nelle interviste ai giornali, apparivano spesso, spessissimo e in radio erano continuamente intervistati anche i più umili peones della palude antiberlusconiana.
Dov’è finita oggi la par condicio ?
Dov’è finito oggi l’Osservatorio di Pavia ?
Dove sono finiti tutti gli ipocriti che allora pretendevano spazi a prescindere dai voti nei mezzi di comunicazione ?
In televisione è un continuo riproporre le dichiarazioni spot (oltre i 140 caratteri si perde e va in confusione come si può constatare leggendo il disegno di legge di riforma costituzionale …) di Renzi.
In radio si sente solo la sua voce e ai sostenitori del “NO” è riservato il cosiddetto pastone e magari fosse tale, perchè si risolve in appena due righe riassuntive di tutte le dichiarazioni degli esponenti del “NO”.
E noi dobbiamo continuare a pagare il canone rai per fare propaganda al bulletto di Rignano ?

La miglior difesa è l’attacco

Sabato a Charleroi in Belgio un terrorista con un machete ha cercato di entrare nella stazione di polizia, inneggiando all’Islam, ferendo gravemente al volto un’agente, lievemente una seconda e finendo abbattuto da una una terza che ha impugnato la pistola e ha fatto fuoco.
Il livello mentale di quel soggetto è già rappresentato nel suo voler attaccare una stazione di polizia con un machete, ma l’insegnamento per tutti noi è che se i terroristi o comunque i criminali in genere, si trovassero ad affrontare una popolazione armata, farebbero meno danni, avrebbero meno possibilità di uccidere, ferire, perchè sarebbero abbattuti prima.
Ho già proposto l’interrogativo di cosa sarebbe accaduto a Nizza se il motociclista che aveva affiancato il tir del terrorista avesse avuto la possibilità di sparare al criminale invece di inveire a mani nude.
Probabilmente ci sarebbero stati dei morti, ma molto, molto meno di quelli poi registrati.
A Charleroi si è evitata una strage perchè è stata attaccata una stazione di polizia con agenti armati, ma se il terrorista avesse menato fendenti del suo machete tra la folla ?
Quanti sarebbero morti prima dell’arrivo di un agente armato che potesse abbatterlo, visto che in Belgio, come in Italia, vige il politicamente corre(o)tto contro le armi ?
Eppure gran parte della nostra popolazione ha svolto il servizio militare, risultando addestrata a sparare con diversi tipi di arma.
Ci vuole molto ad autorizzare i cittadini di nazionalità Italiana (cioè i “vecchi” Italiani, non quelli “nuovi” ai quali sarebbe anche il colmo affidare armi) che abbiano svolto il servizio militare e si presentino regolarmente al poligono, a portare legittimamente armi per la difesa propria e degli altri connazionali ?
Ci vuole molto a ripristinare il servizio di leva obbligatorio che, oltre ad essere una palestra educativa per giovani troppo spesso abbandonati ai superficiali messaggi di una vita virtuale nei computer, rappresenterebbe una adeguata istruzione all’uso delle armi per la difesa costante della nostra Civiltà ?
Evidente ci vuole molto sì e si preferisce affidarsi allo stellone italico, nella speranza che i matti si sfoghino altrove.
Ma anche se non avremo attentati come quello di Nizza, perchè dobbiamo sempre subire rapine, scippi, furti nelle case, senza avere la possibilità di reagire ?

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Promesse di denaro

Ieri per radio hanno parlato del servizio civile.
Credevo che dopo l’abolizione del Servizio Militare di Leva Obbligatorio, anche il servizio civile, nato per i renitenti che amavano farsi definire “obiettori di coscienza” fosse stato abolito.
Invece scopro che c’è ancora e che drena denaro e che Poletti, ministro del lavoro, avrebbe promesso di incrementare gli investimenti.
A parte la considerazione, già fatta in passato (e che riprenderò magari al mio prossimo ritorno quando potrà di nuovo più facilmente scrivere con una tastiera vera e non su quella virtuale del tablet) che sarebbe da riproporre il servizio di leva obbligatorio che potrebbe rappresentare quella Guardia Nazionale idonea a rendere più sicure le nostre città, le nostre famiglie, le nostre proprietà e le nostre vite, mi sono domandato dove li trovino tutti quei soldi che promettono a destra e a manca (più a manca che a destra).
Mi risulta che dopo oltre due anni di Renzi il debito pubblico sia aumentato fino a 2300 miliardi (con Berlusconi eravamo sotto i 2000) , che l’economia non sia affatto in ripresa (veggasi questione sofferenze bancarie) e allora da dove li tirano fuori quei soldi ?
I casi sono due.
O prima se li intascavano loro e adesso, costretti dalla montante protesta (sin troppo pacifica) popolare, si sono decisi a lasciarne una piccola parte da distribuire alle clientele (dubito, però, che arrivino a tale sottigliezza …) oppure fanno altri debiti (ecco la famigerata “flessibilità” che Renzi chiede ad ogni riunione europea come un disco rotto).
Ma fare altri debiti significa che, poi, qualcuno dovrà pagarli e poichè non mi risulta che Renzi, la Boschi e Poletti (ma anche la Boldrini, Grasso, Mattarella e compari) abbiano prestato fidejussioni personali per garantire, con il patrimonio loro e delle loro famiglie, ogni aumento del debito pubblico, a pagare saremo sempre e solo noi.
Sarebbe ora di dire basta a questi sperperi clientelari e che si cominci veramente a pagare i debiti, stringendo la cinghia come farebbe qualsiasi famiglia indebitata.
Ma a rinunciare a qualche cosa la sinistra non ci pensa proprio, dovrebbe andare a lavorare !, come dimostra la gazzarra provocata in parlamento contro la proposta grillina di dimezzare gli stipendi dei parlamentari.
Mandiamoli a casa noi con un bel NO al referendum costituzionale che costringerà Renzi a dimettersi e Mattarella a sciogliere il par,amento, mandando tutti a casa.